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Roma, 29 gennaio 2007

Centro Freinademetz - Inaugurazione

bullet Introduzione - Paulino Belamide, svd
bullet Presentazione - Willi Müller, svd

Introduzione

Paulino Belamide, svd
Direttore - Centro Freinademetz

Eminenza, Eccellenza, ospiti onorati, cari confratelli:

rima di tutto, un cordiale benvenuto! Grazie a tutti per essere venuti a celebrare la festa di San Giuseppe Freinademetz e l'inaugurazione del Centro Freinademetz.

Ho appena imparato l’Italiano alcuni mesi fa, dunque spero che voi perdoniate se leggo la mia breve introduzione al Centro.

Sfondo Storico




- Benvenuto -
S.E. Ivan
Cardinale Dias
e ospiti



Introduzione &
Presentazione





Benedizione
del Centro
Freinademetz

Nel marzo 2002, una riunione su Cina è stata organizzata dalla Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli (CEP). I participanti hanno sentito la necessità di avere un centro di cultura o di studi cinesi a Roma. Si è pensato a varie iniziative per questo centro, per esempio offrire corsi di lingua Cinese e corsi teologici da una propettiva cinese; invitare studiosi da Cina; promuovere giorni di studio e pubblicazioni sulla Chiesa in Cina.

Si sono fatti alcuni passi per realizzare la raccomandazione di quella riunione. Dalla parte dei Verbiti, si è pensato a trasferire l’Institut Monumenta Serica da Germania a Roma, sia in toto o in parte (nella forma di una sede distaccata). Verbiti e Benedittini hanno discusso la possibilità di collaborare in questo progetto.

Comunque, nessuno di questi tentativi è stato realizzato nella maniera originalmente proposto. I Verbiti hanno deciso di cominciare un piccolo centro di propria iniziativa. Il risultato è il Centro Freinademetz che inauguriamo oggi.

Il Centro Freinademetz

Il Centro Freinademetz è stato fondato per promuovere il dialogo tra la Chiesa e Cina, in collaborazione, in quanto possibile, con le altre entità che hanno interessi simili. Non intendiamo farlo da soli perche non lo possiamo.

Concretamente, il Centro mira ad offrire le risorse cinesi per i ricercatori come gli studenti cinesi (chierici, religiosi e laici) come pure altre persone e istituzioni presenti in Roma, interessate alla Cina. Il Centro è attrezzato di una biblioteca, e offre i seguenti servizi:

  1. opere e riviste cinesi sulla teologia, cristianesimo in Cina, le religioni cinesi, la storia e la cultura della Cina;
  2. un servizio di consulenza per aiutare gli studenti cinesi nei loro studi;
  3. una sala di lettura e d’incontro.

Oltre i materiali in lingua cinese, la biblioteca contiene anche libri in altre lingue, soprattutto in inglese. Adesso, vorrei ringraziare quelli che hanno contribuito i libri alla nostra collezione iniziale: l'Institut Monumenta Serica in Germania; la Provincia Verbita di Cina; l’Ambasciatore Tou dell'Ambasciata della Repubblica di Cina presso la Santa Sede.

Dovrei anche dire che nella biblioteca c’è tuttavia ancora molto lavoro da fare. La colezione non è ancora catalogata, e molti libri e riviste che abbiamo ordinato devono ancora arrivare.

Comunque, il Centro può essere usata subito per le riunioni e per lo studio. Il centro è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9 – alle 12 nella mattina e dalle 15 alle 18 nel pomeriggio. Oltre quest’orario, si prega d’accordarsi con il direttore del Centro.

Altri servizi ed attività che il centro intende fare nel futuro includono:

  1. Organizzare conferenze ed esposizioni. Si sta preparando l’esposizione "Il volto cinese di Cristo" per il 2008 che coincide con il centenario della morte di San Giuseppe Freinademetz.
  2. Collaborare con gli studiosi e le istituzioni accademiche sui progetti d’interesse comune.
  3. Raccogliere informazioni e documenti sugli avvenimenti attuali in Cina che sono d’interesse particolare per i missionari e le autorità ecclesiastiche;
  4. Costruire un sito web cinese dedicato alla missione e al dialogo

Finalmente, dedichiamo il centro in onore di San Giuseppe Freinademetz (1852-1908), uno dei due primi missionari inviati dal nostro fondatore, San Arnoldo Janssen, alle missioni che in quel tempo per i Verbiti significavano Cina. Freinademetz trascorse la sua intera vita missionaria, quasi 30 anni, fra i cinesi. Ha imparato ad amare i Cinesi in modo che poteva dire: “non voglio esser in nessun altro luogo” e “voglio restare Cinese ancora in Paradiso.” San Giuseppe è la nostra ispirazione per questo progetto e speriamo di essere guidati dal suo spirito.

Grazie!


Presentazione

Apertura del CENTRO FREINADEMETZ

Willi Müller, svd

n occasione del 99° anniversario della morte di P. Giuseppe Freinademetz, la festa del Santo P. Giuseppe Freinademetz, stiamo per inaugurare il

CENTRO FREINADEMETZ
福若瑟华裔学苑

Il nome italiano del Centro, cioè "Centro Freinademetz", indica per noi un patrimonio spirituale, una vista ecclesiale e missionaria, cui ci sentiamo obbligati e che dovrà animare le attività future del nuovo ente. Fremademetz si sapeva chiamato da Dio a portare il Vangelo di Gesù in Cina, si dedicava con profonda fede, con instancabile fervore e con convincente amabilità a tale chiamata, diventando così il padre spirituale della cristianità nelle regioni meridionali della provincia di Shandong. Parlava correntemente, non soltanto la lingua cinese mandarina e hakka, ma soprattutto l'unico linguaggio che ogni uomo capisce, il linguaggio dell'amore. Da Tirolese nativo diventava Cinese come per elezione divina, voleva essere sepolto nel cirnitero dei fedeli cinesi e voleva essere Cinese con i Cinesi anche in cielo. Si consumava nel suo zelo di servizio per il popolo cinese, e nel 2003 è stato canonizzato da Papa Giovanni Paolo II come primo Santo della Chiesa in Cina non martire.

Il nome cinese del Centro, che aggiunge al nome del Santo i quattro caratteri cinesi "Hua Yi Xueyuan 华裔学苑" indica il progetto che vogliamo realizzare in questo nuovo Centro. Si tratta di un Centro di Studi culturali riguardo ai Hua, i popoli cinesi che abitano i vasti territori della Cina, e i popoli che vivono nell'ambito del circolo culturale [Kulturkreis] cinese nel territori di Asia centrale e nel sudest Asiatico, chiamati nell'antichità con il nome enerico di Yi. Con questo nome cinese si intende di manifestare che le attività del Centro vogliono far parte della tradizione accademica della Società del Verbo Divino e cioè, la tradizione di studi accademici di Sinologia, studi relativi alla Cina. Quando nel 1935, presso l'Università Cattolica Furen a Beijing, P. Franz Xaver Biallas SVD realizzava il progetto di una rivista di studi cinesi, egli scelse un binome latino-cinese programmatico "MONUMENTA SERICAHUA YI XUEZHI 华裔学志"–"Monumenti/Documenti Cinesi–Rivista di Studi dei Hua e degli Yi". La parte latina non usa il norne etnograrico più comune 'Sinica', ma 1'aggettivo descrittore di un'attività tipica di quel popolo e cioè, la produzione della seta: l'aggettivo 'Serica' fa ricordare i più antichi contatti dell'Occidente [romano] con il popolo del misterioso Oriente, i Seres, i produttori del prezioso tessuto della seta, già apprezzata dagli antichi Romani. Tale scelta era anche un riflesso della concezione di Sinologia, la quale negli anni 30 e ancora più tardi riguardava come il suo oggetto lo studio della cultura classica della Cina, escludendo i tempi dopo la caduta dell'ultima dinastia e la fondazione della Cina moderna.

Aggiungendo al nome italiano del Centro Freinademetz il sotto titolo cinese di HUA YI XUEYUAN, "Studio dei Monumenta Serica", vogliamo sottolineare la nostra genealogia, la nostra intenzione di inserirci nella tradizione di studi cinesi favoriti dai Missionari Verbiti.

Per la mia presentazione sul "Contributo alla Sinologia dei Missionari Verbiti", vorrei sistemare il materiale in tre categorie e cioè A. Letteratura Missionaria, B. Etnografia-Folklore e C. Sinologia nel senso proprio.

A. LETTERATURA MISSIONARIA.

Santa Messa



 col Cardinale,

e sacerdoti
cinesi ospiti,

e S.E. Tou,
Ambasciatore -
Taiwan p.S.S.
e moglie.





Cena
cogli ospiti

Con la parola "Sinologia" nel senso proprio, come se lo concepiva in passato, si intende gli studi classici per mezzo dell'analisi di documenti cinesi classici relativi alla lingua, alla storia, alla filosofia, alla religione, all'arte ed altri aspetti della cultura antica. Sono essenziali per la Sinologia classica i documenti cinesi in lingua classica. Tali studi s'indirizzano al mondo non-cinese per contribuire alla conoscenza della Cina. Ovviamente la conoscenza della Cina non viene impartita in primo luogo e solamente per mezzo di studi accademici. È lecito e necessario di allargare la concezione di Sinologia e farla includere anche la conoscenza proveniente da una letteratura più popolare, come relazioni di viaggi, diari, descrizioni ed impressioni del paese e dei suoi abitanti, dei costumi, delle istituzioni sociali e religiosi, etc, sulle orme delle descrizioni impressionanti di un Marco Polo. È questa la letteratura che ha permesso in primo luogo una conoscenza della Cina, creando una certa immagine della Cina e dei Cinesi ed evocando l'interesse in quel Paese. Tale letteratura è stata creata in abbondanza da tanti missionari di tutti gli istituti missionari impegnati a un tempo o un altro nell'evangelizzazione della Cina.

Anche i Missionari Verbiti, dall'inizio della loro attività nella provincia centro-orientale di Shandong, erano autori proliferi di tale letteratura informativa. Se non spinti spontaneamente, il fondatore dei Verbiti, Sant'Amoldo Janssen, spesso insisteva con i suoi missionari di comporre delle relazioni e descrizioni, per suscitare l'interesse dei cattolici di lingua tedesca nella missione cinese. Amoldo Janssen, già prima della fondazione dell'istituto missionario aveva intuito l'importanza dell'apostolato della parola stampata. Con l'aiuto e l'impegno imprescindibile dei Fratelli laici egli sviluppava delle grandi tipografie, dove furono composte e stampate, soprattutto delle riviste e dei libri di carattere informativo e educativo religioso. Furono i Fratelli i quali anche organizzavano, con l'aiuto dei laici, la distribuzione dei prodotti. La stampa fu sviluppata in tal modo a diventare un aspetto caratteristico delle attività dei Verbiti, causando l'interpretazione gioconda dell'abbreviazione S.V.D. in tedesco come "Sie vertreiben Drucksachen"–"Distribuiscono dei prodotti stampati".

Letteratura missionaria sulle riviste SVD

Le relazioni e descrizioni dei missionari in Cina furono pubblicate nelle riviste proprie dei Verbiti ed anche nei giornali diocesani e laici. La rivistav SVD tedesca "Die Stadt Gottes" ["La Città di Dio"], pubblicata continuamente dal 1878 fino a adesso, era la prima ed ormai la più vecchia rivista della famiglia cristiana, che si trovava in moltissime famiglie di tutte le regioni di lingua tedesca (in edizioni diverse per la Germania, l'Austria e la Svizzera).–Un'altra rivista si chiamava il "Herz Jesu Bote" [Messaggero del Sacro Cuore", rinominato più tardi in "Steyler Missionsbote" ["Messaggero Missionario di Steyl'], fu pubblicata dal 1874-1940/41. Per i bambini e i giovani si offriva la rivista "Der Jesus Knabe"–["Il Bambin Gesù"], la quale con le sue informazioni ispirava anche molti giovani a trovare la loro vocazione di missionario. E infine, un "Michaelskalender"–["Calendario di San Michele"] con tante storie ed informazioni, anche sulla Cina, contribuiva molto all'interesse per la Cina ed altre missioni.

Tutte queste riviste e pubblicazioni portavano tra l'altro notizie sulla Cina, informavano su diversi aspetti della cultura cinese, suscitavano l'interesse dei lettori per la Cina. In un tempo prima del turismo universale, prima della televisione e con il giornalismo ancora sottosviluppato, la funzione informativa ed educativa di tali riviste per la formazione del "China image" non deve essere sottovalutata e varrebbe la pena di una ricerca dettagliata sull'influsso della letteratura missionaria dei Verbiti sull'immaginazione popolare della Cina nell'ambito tedesco. È evidente che il popolo di allora non si interessava tanto nelle pubblicazioni accademiche, ma piuttosto nelle relazioni, descrizioni della realtà viva di ogni giorno. Spero che la sistemazione e l'analisi delle nostra letteratura missionaria sulla Cina si possa sviluppare presto in un progetto del nascente Centro Freinademetz.

Letteratura missionaria monografica SVD

A parte delle pubblicazioni sulle riviste, bisogna menzione dei libri più sviluppati che presentano la Cina. Nel 1900 P. Rudolph Pieper SVD offrì al pubblico di lingua tedesca un volume di 725 pagine con il titolo di Unkraut, Knospen und Blüten aus dem „blumigen Reiche der Mitte“. Gepflückt und zuammengebunden von R. Pieper, Missionar in Südschantung ["Malerba, Germogli e Fiori dal Regno dei Fiori nel Centro del Mondo, colti e legati in un mazzolo da R. Pieper, Missionario nello Shandong Meridionale – 中华苗蔓花 "]. Nel 1908, l'autore faceva seguire un secondo volume di 419 pagine intitolato Neue Blüten.... ["Nuovi Mazzoli di Malerbe, etc.]". P. Rudolph Pieper (1860 1909) faceva parte dei primi gruppi Verbiti in Cina, arrivato nello Shandong nel 1886 ed ivi morto nel 1908, dopo 23 anni di vita con i contadini dello Shandong, facendo delle esperienze invidiabili con la realtà del popolo semplice, ma sviluppando anche dei contatti con gli intellettuali e dirigenti, tra cui anche il famoso Generale Yuan Shikai, il quale dopo la caduta della ultima dinastia Manchu, cercava di stabilirsi come imperatore di una nuova dinastia. Pieper scriveva come missionario e spesso faceva vedere la sua intenzione di propagare in Cina la fede cristiana: scriveva prima del Concilio Vaticano II e della dichiarazione Nostra Aetate, prima della disponibilità della Chiesa di dialogare con le religioni non-cristiane, prima dell'impegno articolato di vedere e di raccogliere i "semina Verbi" delle religioni–in questo punto comparabile alla visione di P. Matteo Ricci, il quale nel primo capitolo della sua Introduzione del Cristianesimo in Cina passava un giudizio distruttivo sulle religioni del Buddismo e del Taoismo cinese del suo tempo. Tenendo conto delle limitazioni della missiologia del tempo, i "Mazzoli" di P. Pieper sono una fonte preziosa per conoscere la vita, i costumi, le credenze, le pratiche religiose ed altri aspetti della vita della popolazione semplice di allora. Sarebbe difficile di trovare in pubblicazioni accademiche tante infonnazioni sulla realtà della vita e la motivazione di tante attività, come nei 211 capitoli dei due volumi di P. Pieper.

Pur essendo una pubblicazione ad usum privatum nostrorum tantum, si può menzionare l'opus magnum di P. Richard Hartwich SVD, Steyler Missionare in China, ["I Missionari di Steyl in Cina"], 6 volumi (il primo con 582 pp.!), raccontando lo sviluppo della missione di Shandong Meridionale, sulla base della corrispondenza dei missionari con il Fondatore e la Curia Generalizia, dalla seconda metà degli anni 1880 fino agli anni '20 del secolo passato. I missionari si riferiscono non soltanto in merito alle questioni ecclesiali, lo sviluppo della giovane Congregazione in Cina, le problematiche della missione, ma sono anche una ricca miniera d'informazioni su ogni aspetto della vita del popolo e riflettano gli eventi drammatici della fine dell'era imperiale e i tentativi della rifondazione di una nuova Cina. Per la conoscenza della Cina queste testimonianze personali ed informazioni di prima mano potrebbero essere un grande aiuto, potrebbero essere molto utili per scrivere delle tesi e tesine di storia ecclesiale e profana e per temi di missiologia. Purtroppo, come già indicato, l'opus è di natura archiviale, ad usum privatum nostrorum tantum, essendo scritto, in oltre, in tedesco, una lingua di più in più esoterica, anche "per i nostri".

B. LETTERATURA ETNOGRAFICA

ANTHROPOS
Ispirati dallo stesso Sant'Arnoldo, i missionari futuri furono iniziati nello studio del l'Etnologia/Antropologia, con la fine di aprire i loro occhi e far loro vedere la realtà multiforme dei popoli. In un certo senso si può affermare che più di 60 anni prima della dichiarazione Nostra Aetate del Concilio Vaticano II, i missionari furono formati nello spirito di tale documento. Fu al torno del secolo il famoso P. Wilhelm Schmidt SVD (1868-1954), fondatore della "Scuola di Etnologia di Vienna" e autore dell'opera monumentale Der Ursprung der Gottesidee (12 volumi) e di numerosi altri libri ed articoli, il quale assicurava che l'introduzione allo studio di antropologia e linguistica, con un atteggiamento di rispetto verso le culture e religioni dei popoli, diventava un aspetto fisso del curricolo accademico del nostro seminario. Nel 1906, Schmidt presentò al pubblico il primo numero della rivista ANTHROPOS–International Review of Anthropology–nel 2006 si poteva celebrare il centenario della rivista con il suo 100° volume: durante quel periodo ANTHROPOS ha pubblicato circa 3.850 articoli, 11.000 recensioni, notizie diverse e relazioni brevi, in circa 84.000 pagine. Già nel primo volume, Schmidt invitava i missionari ad occuparsi seriamente con l'etriologia scientifica del popolo cinese: "Gli studi approfonditi e sistematici della vita del popolo in India ed in Cina rimangono estremamente meritevoli, e saremo molto contenti, di pubblicarne molti contributi nell' 'Anthropos'" (Anthropos 1.1906, p. 126-133).

FOLKLORE STUDIES
Nel 1940, sotto il rettorato dell'etnologo, P. Rudolph Rahmann SVD (1902-1985), presso l'Università Cattolica Fu Jen a Beijing, fu organizzato un "Museo di Etnologia Orientale" nel palazzo Kung Wang Fu, in passato la residenza del Principe Kung Wang. Nel 1942, P. Matthias Eder SVD (l902-1980) lanciava il primo numero della rivista FOLKLORE STUDIES, come organo ufficiale del museo. Anche Eder, come Wilhelm Schmidt nel primo numero di ANTHROPOS, parlava del ruolo scientifico dei missionari, invitando loro di cooperare con la nuova rivista e sottolineando che tale lavoro di etnologia scientifica fosse utile, anzi necessario per il compimento del loro impegno principale che è l'evangelizzazione del mondo (FS I(1942), Editorial, p. IX). P. Eder, nel 1949, preferiva di emigrare da Beijing e si trasferì con la rivista nel Giappone, dove la pubblicazione venne continuata fino ad oggi, avendo cambiato, nel 1963, il nome da 'Folklore Studies" in ASIAN FOLKLORE STUDIES, divenuta la rivista ufficiale del "Anthropological Institute of Nanzan University" dei Verbiti, a Nagoya, Giappone.

I missionari in Cina, nel Giappone e negli altri territori dove lavoravano i Verbiti, rispondevano a tali inviti incoraggianti, e così numerosi lavori di carattere etnografico sulla Cina [e l'Asia in generale] sono apparsi nei volumi della rivista ANTHROPOS come nei volumi della rivista parente [ASIAN] FOLKLORE STUDIES. Si capisce che non tutti gli articoli delle due riviste sono prodotti dei missionari Verbiti, anzi la maggioranza viene da esperti del mondo accademico senza relazione speciale con la Chiesa. Il merito dei Verbiti consiste nell'appoggio di tali studi, nel mettere a disposizione della ricerca accademica un certo numero di membri interessati e preparati per il lavoro e nell'investizione economica per la pubblicazione sostenuta di tali riviste internazionali, nella speranza di contribuire così al dialogo profetico della Chiesa con le culture umane.

Con tale premessa, dobbiamo però menzionare i nomi più salienti dei missionari che hanno lavorato sugli argomenti della cultura cinese.

P. Georg M. Stenz SVD (1869-1928, in Shandong 1895-1925),
—; "Der Bauer in Shantung" [,"Il contadino nello Shandong"], A 1(1906), pp. 435-452.839-857.863;
—, In der Heimat des Konfuzius, 288pp (oltre 130 foto), Steyl 1902.
—, Beiträge zur Volkskunde Süd-Schantungs, 116 pp., Leipzig 1907

P. Anton Volpert SVD (1863-1949; 1889-1949 in Cina, 60 anni)
—, "Gräber und Steinskulpturen der alten Chinesen" [Sepolcri e sculpture di pietra dei Cinesi antichi], A 3.1908: 14-18
—, "Das chinesissche Schauspielwesen in Südschantung" [Il teatro cinese nello Shandong meridionale]. A 5, 367-380
—, "Tsch'öng huang, der Schutzgott der Städte in China" [Cheng Huang, il dio protettore delle città in Cina], A 5.1910: 991-1026.
—, "Chinesische Volksgebräuche beim T'chi jü, Regenbitten" [Costumi cinesi per chiedere la pioggia], A 12/13.1917:144-151
—, "Volksgebräuche bei der Neujahrsfeier in Ost-Schantung [Costumi del popolo nella celebrazione del Nuovo Anno nello Shandong orientale], ibidem, 1118-1119
—, "Hochzeitsgebräuche in Ost-Schantung" [Costumi nuziali nello Shandong orientale], A 28, 777-781.

P. Lambert Kalff SVD (1880-1962, in Shandong 1910-1919), intitolato Der Totenkult in Südschantung ["Il culto dei morti in Shandong Meridionale"] (1932, VIII+109 pp.). Il materiale fu raccolto da P. Josef Hesser SVD (1967-15.06.1920; in Shandong 1894-1920), con l'aiuto di un insegnante cinese da lui impiegato, il quale aveva lavorato come lixiang – 礼相 "maestro delle cerimonie". In 50 capitoli vengono esposti tutti i riti che accompagnavano la morte e il morto prima e dopo il decesso. Kalff scrive nell'Introduzione: 'I riti funebri, insieme al culto dei morti e le sue espressioni occupano uno spazio molto ampio nelle credenze del popolo cinese. Appare che i due poli, attorni dei quali si torna la vita del popolo cinese comune, siano il matrimonio e le celebrazioni funebri. Egli chiama queste occasioni hong-bai dashi 红白大事 –"i grandi eventi della vita di colore rosso e bianco". Per lo studio dell'anima cinese è senz'altro il più importante il secondo, cioè l'evento di colore bianco, perché ci permette una vista del pensiero e del sentimento religioso dei Cinesi; tutto il sentimento di religione e di pietà si raduna attorno alla morte alla tomba. Le nostre annotazioni perciò non permettono soltanto un po' di luce sul culto dei morti, ma levano il velo di ciò che si nasconde nei cuori e illuminano anzi l'anima di questo popolo. Il culto dei morti non si limita alle celebrazioni funebri, ma le ramificazioni penetrano e toccano a l'intera vita dei Cinesi."

P. Dominik Schröder SVD (1910-1974), "Die Fandse. Ein Beitrag zur Volkskunde von Kham. Aus dem Chinesischen übersetzt und kommentiert" [I Fandse. Un contributo all'etnografia di Kham. Tradotto dal cinese e commentato], FS 5,1946: I-IV, 1-190.
—, "Einige Hochzeitslieder der Tujen" [Alcuni canti di nozze dei Tujen], FS Suppl. No 1: Contributi etnografici dalla Provincia di Ch'inghai (China): 306-354, Peking 1952.
—, "Zur Religion der Tujen des Sininggebietes (Kukunor) [Circa la religione dei Tujen del territorio di Sining (Kukunor), A 47.1952: 1-79, 620-658, 822-870; 48.1953: 202-249.
—, "Zur Struktur des Schamanismus (Mit besonderer Berücksichtigung des lamaistischen Gurtum) [Circa la struttura del Sciamanismo (con considerazione speziale del Gurtum lamaisto), A 50. 1955: 848-881.
—, "Über die Chia-Fandse von Bengbar (Tsinghai) und ihre Hochzeitssitten" [Circa i Chia-Fandse di Benbar/Qinghai ed i loro costumi nuziali], A 52.1957: 459-496.
—, "Aus der Volksdichtung der Monguor. l. Teil: Das weiße Glücksschaf (Sagen, Märchen, Lieder) [Dalla poesia popolare dei Monguor. Prima parte: La pecora bianca della fortuna]. (Asiatische Forschungen, 6), Wiesbaden
—, idem, 2.Teil: In den Tagen der Urzeit (Ein Mythos vom Licht und vom Leben) (Seconda parte: Dai giorni degli origini: un mito della luce e della vita). (Asiatische Forschungen, 3 1). Wiesbaden.
—, "Die Puyuma von Katipol (Taiwan) und ihre Religion" [I Puyuma di Katipol (Taiwan) e la loro religione], A 61.1966: 267-293.
—, "Zum Hochgottglauben der Puyuma von Katipol (Taiwan)" [Sulla fede nel Dio Supremo dei Puyuma di Katipol], Antropica: 1968: 323-361 (Studia Instituti Anthropos, 21).

P. Johann Frick SVD (1903 2003; 1931-1952 in Cina)
Passava 21 anni nel sud della provincia di Gansu e nella provincia di Qinghai (al nord di Tibet). Le sue pubblicazioni, più di trenta titoli, riferiscono sulla vita sociale e religiosa della popolazione di quelle regioni, costumi nuziali, costumi della celebrazione del nuovo anno lunare, riti funebri, locuzioni proverbiali dei contadini, malattie e medicine dei contadini, superstizioni, fiabe, interpretazione di sogni....

—, "Hochzeitssitten von Hei-tsui-tzu. in der Provinz Ch'ing hai (China)" [Costumi nuziali di Hei-tsui-tzu nella provincia di Qinghai]. FS Suppl. 1: Ethnographische Beiträge aus der Chinghai Provinz (China). Museumof Oriental Ethnology, Catholic University of Peking, 1952, 1-102.
—, Die sozial-religiöse Stellung der Frau in Tsinghai (China) [La posizione socio-religiosa della donna in Qimnghai], 1955, la sua dissertazione di dottorato all'Univrsità di Vienna.
—, Mutter und Kind bei den Chinesen in Tsinghai" [Madre e bambino dei Cinesi nel Qinghai], A 50.1955/56: 337-374, 659-701; 51:513-550, 1055-1063.
—, Märchen aus Qinghai [Fabie dal Qinghai], A 49.1954:511-552.
—, Totenriten der Chinesen im Westtal von Sining (Provinz Tsinghai) [Riti funebri nella Valle Occidentale di Xining, Qinghai], in : Hermann Köster (hrsg.), China erlebt und erforscht; 1974,pp. 43-190
—, Zwischen Himmel und Erde: Riten und Brauchtum in Norwestchina. Gesammelte Aufsätze. Eingeleitet, bearbeitet und herausgegeben von Anton Quack. Sankt Augustin: Academia Verlag, 1995.

P. Matthias Eder SVD (1902-1980)
—, Das Jahr im chinesischen Volkslied [L'anno nel canzone popolare], 160 pp (reprint from FS IV, 1946).
—, "Spielgeräte und Spiele im chinesischen Neujahrsbrauchtum mit Aufzeichnung magischer Bedeutungen" [Giocatoli e giochi nei costumi dell'anno nuovo cinese, con annotazioni sul loro significato magico], FS VI. 1946,1-207.
—, "Hausfrontdekorationen in Peking. Mit Parallele aus Shantung und Nord-Honan" [Decorazioni delle facciate delle case a Pechino], FS II (1943), 51-78.

P. Matthia's Hermanns SVD (1899-1972; 1929-1947 in Cina)
24 libri di etnologia, 24 articoli
—, "Schöpfungs- und Abstammungsmythen der Tibeter" [Miti di creazione e di genealogia dei Tibetani], A 41/44.1946-49: 275-298, 817-47
—, "Überlieferungen der Tibeter nach einem Manuskript aus dem Anfang des 13.Jh. n. Chr." [Tradizioni dei Tibetani secondo un manoscritto dagli inizi del 13° secolo], Monumenta Serica XIII (1948), 161-208.
—, Die Nomaden von Tibet, Herold Verlag, Vienna 1949, 325 pp.
—, "Tibetan Lamaism up to the Time of the Reform by Tson Kha Pa", The Journal of the Anthropological Society (1951), 7-36.

P. Johannes Maringer SVD (1902-1981)
Paleontologia, religioni preistoriche, preistoria dell'Asia
—, De Godsdienst der Praehistorie, 1952 (traduzioni in tedesco, francese, spagnolo, inglese, italiano, giapponese)
—, "Gräber und Steindenkmäler in der Mongolei. Zu den Funden der letzten Sven Hedin-Expedition in der Inneren Mongolei" [Sepolcri e monumenti di pietre nella Mongolia. Circa le scoperte dell'ultima spedizione di Sven Hedin nella Mongolia Interiore], Monumenta Serica 14.1955:303-339.

P. Fritz Kornfeld SVD (1904-1961)
—, Die tonale Struktur chinesischer Musik, 113 pp. St. Gabriel Verlag, 1955

C. LETTERATURA SINOLOGICA (senso specifico)

Per una presentazione del "Contributo alla sinologia dei Missionari Verbiti" mi sembrava giusto e doveroso di includere il largo impegno dei missionari per far conoscere la Cina anche per mezzo delle loro relazioni personali e le analisi professionali etnografiche dei diversissimi aspetti della vita del popolo. Per far così, era necessario di allargare il senso classico di Sinologia da una concezione ristretta di analisi della cultura solamente sulla base di testi classici, appoggiandosi maggiormente sulla filologia. Anche l'elenco solo parziale dei lavori dei missionari Verbiti in questa catgoria è impressionante. Se si prendesse in considerazione gli articoli dei collaboratori non-Verbiti e laici, si sarebbe probabilmente sorpresi di vedere, quanto lavoro sinologico, nel senso di comunicazione di conoscenze cinesi, èstato realizzato e pubblicato per mezzo delle due riviste professionali di carattere internazionale, ANTHROPOS e [ASIAN] FOLKLORE STUDIES fondate e pubblicate dai confratelli da oltre 100, e 60 anni rispettivamente.

Vogliamo adesso dirigere la nostra investigazione sul contributo alla sinologia nel senso più stretto. I fratelli si sono occupati dapprima dell'aspetto più fondamentale e difficile del loro lavoro in Cina, cioè con la lingua cinese. Le condizioni del apprendimento della lingua erano molto più difficili di oggi, con la mancanza quasi totale degli aiuti didattici. Era un cammino arduo finché si era organizzata una scuola di lingua cinese con l'aiuto di catechisti, di cristiani più educati e sotto la direzione di un missionario già familiare con i misteri linguistici.

P. Ernst Böhm SVI) (1912-1992; 1938-1949 in Cina) insieme con P. Theodor Mittler (1887-1956)
Magnum Lexicon Sinico-Latinum, 1830 pp., Hong Kong 1957

P. Theodor Broering SVD (1883-1960; 1909-1919 in Cina)
Ph.D. in sinologia e fonetica esperimentale.
Laut und Ton in Süd-Schantung, 63 pp., Hamburg 1927 (con una prefazione del famoso linguista svedese B. Karlgren, rende omaggio all'impegno scientifico dei missionari in Cina.

P. Franz Gict SVD (1902-1993; 1930-1993 in China)
Ph.D. in fonetica e sinologia, il più conosciuto linguista dei Missionari Verbiti.
Beiträge zur Einfiührung in das Chinesische Studium, Yanzhou 1937
Die Töne des Südshantung-Dialekts in Wortverbindungen an Hand von Übersichten, Regeln und Beispielsammlungen (insieme con MittIer), 108 pp., Taikia 1939
"Phonetics of North China Dialects. A Study of their Diffusion", Monumenta Serica XI(1946), 233 267
Zur Tonität Nordchinesischer Mundarten, 184 pp, Mödling 1950

Vescovo Augustinus Henninghaus SVD
Deutsch Chinesisches Hand-Wörterbuch mit besonderer Berücksichtigung der Schantung Sprache, 2. edizione, 1091 pp., a cura di P. Broering; 1917 Yanzhou

P. Josef Hesser SVD (1867-1919; 1993-1920 in Cina)
Chinesische Grammatik, 246 pp., Yanzhou 1905.
Chinesische Sprichwörter, Phrasen und Redensarten, 75 5 pp., Qindgao 1909

P. Lambert Kalff SVD (1880-1962)
Einführung in die chinesischen Schriftzeichen, 80 pp., Steyl 1954.

P. Theodor MittIer SVD (1887-1956; 1913-1949 in Cina)
Chinesische Grammatik, ed., 515pp., Yanzhou 1927

P. Josef Stangier (1872-1953; 1905-1948 in Cina)
Chinesisch-Deutsches Wörterbuch (nuova edizione, corretta da P. Jörgens SVD), 857pp., Qingdao.

P. Georg Stenz SVD
Chinesisch-Deutsches Wörterbuch
Deutsch-Chinesisches Wörterbuch, ambedue Yanchowfu, 1928, con attenzione speziale al vocabolario delle scienze naturali insegnate nella scuola media e nel seminario.

P. Anton Volpert SVD 1863 1949)
Grosses Deutsch-Chinesisches Wörterbuch (soltanto un volume: A-G!), 768pp, Yanzhou

Topografia

P. Ferdinand Dransmann SVD (1882-1942; 1909-1942 in China)
T'aishan-Küfu Guide/Täshan-Tchüfu-Führer, 216 fotografie dei Monte Sacro di Taishan e di Qufu, luogo di nascita e di morte di Confuzio, centro geografico del Confucianesimo; 218-368 spiegazioni delle fotografie in tedesco ed inglese.

P. Franz Xaver Biallas SVD
Konfuzius und sein Kult. Ein Beitrag zur Kulturgeschichte Chinas und ein Führer zur Heimatstadt des Konfuzius, Peking/Leipzig 1928, 130pp.

Arte

P. Harrie Vanderstappen SVD (1921-2007,25.01)

Br. Berchmanns Brückner SVD (1891-1985; 1923-1949 in Cina)
Die Sammlung Chinesisch-ChristlicherBilder in 12 Holzmappen, Collezione di 479 immagini in Verbum SVD (1965) 247-254

Filosofia

P. Hermannn Köster SVD (1904-1978; 1931-1953 in Cina)
—, Über eine Grundidee der chinesischen Kultur, Vedröffentlichungen des Missionspriesterseminars St. Augustin, Siegburg, Nr. 1., 28pp., Kaldenkirchen 1957.–Das Sein und das Leben als Ent-sprechen, als Ant-wort aufzufassen, war der Chinese gewohnt schon von seiner urtümlichen Weltansicht her".
—, Symbolik des chinesischen Universismus. 104 pp., Hiersemann, Stuttgart 1958
—, HSÜN TZU ins Deutsche übertragen, 403 pp., Steyler Verlag 1967
—, "Zur Philosophie des Hsün Ch'ing. Eine Parallele chinesischen und westlichen Denkens", in Kleine China-Beiträge von Jos. Huppertz und Herrn. Köster, München 1979.
—, "Zur Religion in der chinesischen Vorgeschichte", Monumenta Serica XIV 1949-55), 188-214.
—, "Zum Brauchtum in Tzeyang and Küfu", Sinica-Festschrift, München 1972,97-116.
—, "On the particle Chi", Monumenta Serica XII (1947), 247-51

P. Eduard Josef Kroker SVD (1913-)
—, Der Gedanke der Macht im Shang-kün shu. Betrachtungen eines alten chinesischen Philosophen. 280 pp., St. Gabriel Verlag, Mödling, 1951.
—, "Rechtsgewohnheiten in der Provinz Shantung nach Min shang shih hsi kuan tiao ch'a pao kao lu", Monumenta Serica XIV (1949 1955), 215-302.
—, Rechtsgewohnheiten in Heilongjiang, China. Stuttgart 1964.
—, Sammlung Chinesischer Rechtsgewohnheiten. 3 volumi, Kaffke, Frankfurt 1965.
—, Die Strafge im Chinesischen Recht, Opladen 1970.

Letteratura

P. Eugen Feifel, (1902-1999, 1927 Japan, 1934-1948 China, 1952-54 Japan,1964 USA
—, Geschichte der Chinesischen Literatur (according to Nagasawa Kikuya, transl. Feifel), 444 pp., Monumenta Serica Monograph VII, Beijhing 1945.
—, Wu Yu Shan 吴渔山 (tr. from a text of Chen Yuan), Monumenta Serica III (1938), 130-70
—, Pao-p'u tzu 报朴子内篇, Nei-p'ein in Mon. Ser VI (1941), 113 211.
—, "Biography of Po Chü-I 白居易. Annotated translation from chüan 166 of the Hsin T'ang-shu 新唐书 , Mon.Ser XVII. 255 311

P. Heinrich Busch SVD (1912 2002)
"The Tung-lin Shu-yuan and its Political and Philosophical Significance", MS XIV (1949-55),1-163
"HsünYüeh 荀悦 , ein Denker am Hofe des letzten Han-Kaisers", MS, X(1945), 58-90

P. Gerhard Schreiber SVD (1911 1972)
"DasVolk der Hsien-pi 鲜卑 zur Han-Zeit", MS, XII(1947), 145-203
"The History of the Former Yen Dynasty", MS, XIV (1949-1955), 374-480

P. Joseph Thiel SVD (1908 1972)
"Der Streit der Buddhisten und Taoistenzur Mon golenzeit", MS, XX (1961), 1-81