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COMMEDIA E COMPASSIONE MISSIONARIA

Maria Burke, SSpS

Simposio sulla Missione come santa pazzia.
Collegio del Verbo Divino, 06 dicembre 2008.
Traduzione italiana

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1. Introduzione

V’invito ad intrecciare quattro idee chiave: commedia e compassione, esperienza e saggezza. Partiamo dal vissuto missionario nel quale compassione e umorismo sono in gioco costantemente. Da questi racconti di vita vissuta, distilliamo lezioni sagge e pratiche per la nostra vita missionaria.

2. Commedia

Spiegare con erudizione il significato della commedia corre il rischio di farvi addormentare. Avanziamo dunque subito usando come punto di partenza l’intuizione non negabile: cioè, ci sono cose che ci appaiono divertenti, e ridere (o sorridere) di esse è di solito piacevole … persino fruttifero.

Commedia, o umorismo, è un punto di vista. Può essere anzi, tutta una visione del mondo, una spiritualità che benignamente apprezza ed accoglie le incongruità che percepiamo nei sistemi di credenze e che incontriamo nella vita quotidiana.

Per esempio ci sono tante incongruità implicite nei misteri religiosi che professiamo: «Dio mi ama (a me?)», «Dio è uno e trino», «Dio si fece uomo», «Noi mortali vivremo per sempre», etc.

Poi ci sono le incongruità vissute che, con poco senso dell'umorismo, possono spingerci fino alla disperazione. Tale caso è illustrato nel film Amadeus che intreccia la storia della vita di Mozart con quella di Antonio Salieri (compositore regale di Giuseppe II d'Austria). Salieri non capiva perché Dio avesse regalato a Mozart tanto talento … quando quest’ultimo non aveva fatto niente per meritarlo, neanche si sforzava di coltivarlo. Alla fine Salieri tentò di suicidarsi. Per non essere riuscito a farlo, finì per essere ricoverato in un'istituzione mentale.

3. Compassione

La compassione consiste nell’identificarci intensamente con l’altro fino al punto che siamo spinti a reagire a suo favore. Elementi chiave sono:

SENTIRE. Noi missionari dobbiamo nutrire la nostra capacità di sentire, d’essere toccati dagli eventi che ci accadono intorno. Alcuni di noi si nascondono dietro alla ragione, poco disposti a mostrare compassione perché vedono i problemi come fenomeni logici e prevedibili. Altri reagiscono con sarcasmo perché hanno paura di non avere energia sufficiente per aiutare di più una persona. Alcune situazioni ci travolgono e sembrano superare le nostre capacità di migliorarle.

SENTIRE CON. Possiamo fare questo soltanto se ci sforziamo d’ascoltare gli altri con tutto il nostro essere. Tale apertura richiede una tremenda auto-disciplina. Il nostro vissuto ci permette d’intuire ciò che si svolge dentro l'altra persona. Se non coltiviamo tale spiritualità, la nostra compassione corre il rischio d'affaticarsi o di esaurirsi.

SENTIRE PER. Vivere insieme può condurre all’amicizia. Tale esperienza ci permette di conoscere la personalità delle consorelle e predire il loro comportamento. Tuttavia, per meschinità sottile o per spirito di concorrenza, si può usare ciò che uno conosce di loro per manipolarle o per deliberatamente causar loro dolore.

SENTIRE CON PASSIONE. La passione genera energia per partecipare intensamente alla vita. Se non coltiviamo uno spirito cosciente di partecipare appassionatamente alla vita, finiamo per essere disidratati, poco edificanti nei nostri incontri pastorali con gli altri. Inoltre, se lasciamo scaricare le nostre batterie interiori, la nostra presenza in comunità diventerà contagiosamente tossica.

SENTIRE ED AGIRE. Molto spesso l’azione che ci richiede la compassione è sorprendentemente semplice. Altre volte esige una conversione radicale per essere al servizio degli altri. Sentire con e per gli altri è soltanto un punto di partenza; occorre «accompagnare il colpo» fino a realizzare ciò che esorta il nostro cuore.

4. Saggezza

Vi ho raccontato le esperienze della commedia come una visione del mondo e della compassione come relazione di vita. Come dunque intrecciare commedia e compassione dentro e tra noi, perché l’interazione tra questi due poli renda bene nelle nostre comunità e nel nostro servizio missionario? Cominciamo con il mettere in pratica ciò che predichiamo…

Come evangelizzatori interculturali il nostro punto di partenza è la premessa che tutti sono già salvati, e non siamo noi che l’abbiamo fatto. Siamo chiamati ad una missione meravigliosa: dare testimonianza delle meraviglie del Signore. Il Messia è già venuto, e la redenzione si sta già realizzando … non grazie ai nostri sforzi umani.

Siamo più forti e capaci di quanto immaginiamo. Quando la nostra congregazione cominciò un noviziato in PNG, m’irritava la comparazione spesso fatta tra la vita delle novizie in Alexishafen e la vita religiosa “reale” in Steyl. Dicevo allora che i fantasmi della casa madre abitavano il corridoio del noviziato in PNG. Nonostante ciò sono grata della mia formazione religiosa ‘pre-vaticana’ per avermi forzata e plasmata in stampi con ruoli e compiti. Così ho scoperto talenti e capacità quali mai avrei immaginato di possedere o avrei scelto di esercitare senza accompagnamento imperativo.

Ci vuole abilità per aiutare un altro a vedere i propri bisogni e limitazioni. Quando ero piccola, ascoltai le chiacchiere di alcune madri (tra quelle c’era la mia) durante un picnic. Paragonavano i figli, e si raccontavano l’una l’altra le mille difficoltà che incontravano come educatrici. Una diceva quanto audace era sua figlia, mentre altra l’invidiava perché al contrario il suo era troppo timido, etc. Alla fine sospirò una: ‘Se solo potessimo mescolare i nostri figli per poi dividerli equamente...’ I paradigmi e i programmi di formazione delle nostre congregazioni possono avere una visione nobile, ma occorre nondimeno amministrarli con prudenza.

5. Conclusione

La commedia è un cammino liberatore verso una vita integra. Man mano liberati dai propri punti di vista ristretti e restringenti, maturiamo con compassione come pastori o ministri. La compassione verso gli altri può attivare il potenziale del gruppo missionario al servizio del popolo di Dio. Questo processo può essere il dramma più grande che esiste – l’evangelizzazione interculturale!