Divine Word Missionaries

Breaking News


Info & News

from the Generalate

from the Provinces






Back to

Info&News

Members' Area

Site Map

Home


Celebrazione Eucaristica nella Solennità di
SANT'ARNOLDO JANSSEN
sacerdote e fondatore della Societas Verbi Divini

Venerdì, 15 gennaio 2010

Omelia di Mons. Giovanni Carrù

Segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra

[Is 52,7-10; Sal 95; Ef 3,8-12.14-19; Gv 1, 13.9-14.16-18]

Vedi anche - See Also:
bullet I Verbiti nel cimitero romano di Domitilla
Guide speciali per la catacomba più vasta

- Mons. Giovanni Carrù

ia lodato Gesù Cristo!
Sono molto lieto di poter presiedere questa Celebrazione Eucaristica, in occasione della memoria liturgica di Sant'Arnoldo Janssen, Fondatore della Società del Verbo Divino. Si è appena concluso l'Anno Centenario della Sua Morte, avvenuta il 1 gennaio 1909, che immagino abbiate ampiamente festeggiato, ed oggi, anche a motivo della preziosa collaborazione che da un anno (dal 1 gennaio 2009) offrite alla Santa Sede, attraverso la custodia vigile della Catacombe di Domitilla, viviamo insieme questa memoria liturgica.

Quando Sant'Arnoldo, 135 anni fa, l'8 settembre del 1875, insieme ad alcuni compagni e confratelli, inaugurò il primo Istituto missionario in un piccolo Villaggio sulle rive del fiume Mosa, oltre il confine tedesco, in Olanda, forse non immaginò che i suoi figli, un giorno, sarebbero divenuti custodi di una delle più insigni testimonianze del Cristianesimo delle origini e di uno dei luoghi più preziosi e cari alla memoria di fede di tutto il popolo santo di Dio!

Anche di questo ringraziamo insieme la Divina Provvidenza, ed anche di fronte a questo Egli avrebbe commentato, come spesso soleva ripetere: «Tutto è possibile con la forza e la grazia dello Spirito Santo»!

Di sant'Arnoldo Janssen, ben si potrebbe affermare quanto abbiamo ascoltato nella Prima Lettura: «Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi che annunzia la pace, messaggero di bene che annunzia la salvezza» (Is 52,7); Egli fu realmente "messaggero", cioè missionario, capace di spendere generosamente ed intelligentemente tutta la propria esistenza a servizio del Vangelo; capace di "sperare contro ogni speranza", anche quanto le circostanza storiche, e perfino ecclesiali, parevano sconsigliare una nuova fondazione! In tal senso ben si coniuga la recente vostra custodia della Catacombe di Domitilla, con lo spirito del Fondatore, con il suo ardore Apostolico e missionario, che è davvero, per la forza dello spirito Santo, l'Ardore delle origini cristiane!

Anche in questo Anno Sacerdotale che stiamo vivendo, Sant'Arnoldo rappresenta un autentico modello, capace di grandi "slanci missionari", fondati non tanto sulle forze umane, ma sulla sconfinata fiducia della provvidenza divina.

«Chi dona ciò che ha è degno di vivere» affermava spesso! Esprimendo, in tal modo, la coscienza profonda che solo la dinamica del "dono" riflette autenticamente la verità profonda del cristianesimo, nel quale il Verbo si fa "dono", nell'Incarnazione e permane, come il vostro Carisma ben sottolinea, per via Pneumatica, nella forza dello Spirito Santo, nel tempo e nella Storia, per mezzo della Chiesa e della Sua missione verso tutti gli uomini.

L'odierna liturgia, ci guida, nella Seconda Lettura, a posare lo sguardo sull'Apostolo Paolo, il quale, con la Missione, ha da sempre, sin dalla conversione sulla via di Damasco, un rapporto specialissimo e privilegiato. Afferma la Lettera agli Efesini: «a me, che sono l'infimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia di annunziare ai Gentili le imperscrutabili ricchezze di Cristo, e di far risplendere agli occhi di tutti qual è l'adempimento del mistero nascosto da secoli nella mente di Dio, creatore dell'universo, perché sia manifestata ora nel cielo, per mezzo della Chiesa, ai Principati e alle Potestà la multiforme sapienza di Dio» (Ef 3,8).

Multiforme Sapienza, cioè non contenibile dalla nostra semplice e piccola "sapienza umana", ma, come continuamente richiamato dal Santo Padre Benedetto XVI, sempre appello alla "dilatazione della Ragione", perché anche l'Azione missionaria sia sostenuta e facilitata dalla capacità di mostrare le ragioni del Cristianesimo, farne vedere ai fratelli tutta la bellezza e la ricchezza per la vita di ciascuno. Tutti gli uomini vivono in questa continua mendicanza di "ragioni", alla ricerca del senso profondo della vita. La Missione del Verbo Divino, e di voi suoi missionari, è stata anche quella di "manifestarsi" nella pienezza dei tempi, come, appunto Verbo, Logos, cioè Ragione, per tutta l'umanità in cammino! Grazie alla forza creatrice che Dio pone in atto ed alla Rivelazione del Logos incarnato tutti vivono avendo Lui come fine, come meta dell'esistenza.

E’ lo spettacolo della libertà umana, dell'aprirsi a Dio!

Sant'Arnoldo ha ben compreso che non si può compiere l'opera di Dio senza essere santificati da lui, senza essere consacrati a lui, perché non è possibile neppure conoscere la volontà di Dio, senza questa offerta, di sé.

Noi Sacerdoti, siamo costantemente chiamati a questa offerta di noi stessi, ad offrire noi stessi come  "sacrificio vivente" in una profonda immedesimazione a Cristo Signore, che viene Sacramentalmente sancita e rinnovata dall'adesione motivata della libertà e della volontà. Adesione motivata - dicevo - ma anche "trainata" dalla bellezza dei Santi di ogni tempo, dalla bellezza di essere Sacerdoti e missionari del Vangelo, portatori di quella Salvezza che nessuna potestà umana potrà mai offrire agli uomini.

Ma in cosa consiste esattamente quest'offerta? In realtà ben sappiamo come il Signore ci prevenga sempre con i Suoi doni e noi non possiamo che dare a Dio ciò che Egli stesso, precedentemente, ci ha donato.

Il dono ci precede sempre, come ha mirabilmente ricordato nell'Enciclica Caritas in Veritate, il Santo Padre Benedetto XVI: «La carità nella verità pone l'uomo davanti alla stupefacente esperienza del dono. La gratuità è presente nella sua vita in molteplici forme, spesso non riconosciute a causa di una visione solo produttivistica e utilitaristica dell'esistenza.

L'essere umano è fatto per il dono, che ne esprime ed attua la dimensione di trascendenza» (CV n. 34).

Possiamo "donarci a Dio", unicamente nella misura in cui siamo consapevoli di essere un Suo dono, di "riceverci da Lui" in ogni istante! Questa è la dimensione esistenziale permanente dei Santi, questa è stata la vita di sant'Arnoldo Janssen, per il quale, come egli diceva, «L'annuncio della buona novella è la prima e principale espressione dell'amore del prossimo»!

A questo amore ci stimoli l'odierna celebrazione e da questo amore sia sostenuto anche il servizio prezioso che, come missione, offrite ai numerosi fedeli che visitano le Catacombe di Domitilla, annunciando a tutti che il Logos si è fatto carne, che la Ragione è entrata nella storia per dare significato autentico alla vita!

Amen !